Vita in campagna Elisabetta Tosi Vita in campagna Elisabetta Tosi

Cosa sono i sarmenti?

Come abbiamo già raccontato, in questi giorni stiamo potando e legando tutte le nostre vigne. Per legarle usiamo i stropej, i rametti di salice, flessibili e biodegradabili al 100%, e quando potiamo lasciamo i sarmenti a terra.

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Legare le viti con i stropei (1 parte)

Oggi sono diventati quasi introvabili, ma una volta stropei e strope erano i legacci più usati. Si tratta dei rametti dello stroparo, il salice selvatico, un albero che cresce lungo i progni (fossi). In passato veniva capitozzato in queste settimane, e da questa operazione si ricavavano i legacci che servivano per legare qualsiasi cosa: nel vigneto si usavano i più grossi, le strope, per legare le vigne ai pali, e i più sotti, i stropei, per fissare i tralci ai fili.

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Legare le viti

Bentornata, primavera! E’ tempo di pensare al prossimo raccolto. In questi giorni abbiamo terminato le potature dei nostri vigneti (tutti a pergola) e con esse anche l’operazione di legatura. In passato, quando era autunno avanzato i contadini raccoglievano gli stropari, i rami rossi dei salici che crescevano lungo fossi e corsi d’acqua: i rametti più sottili (stropeini) venivano utilizzati per legare i tralci della vite ai fili di ferro, mentre la stropa, cioè il corpo centrale del ramo, più grosso e flessibile, veniva utilizzata per legare il fusto. La vite infatti è una pianta rampicante, e se non viene addomesticata cresce storta. Legare le viti permette anche di dare ai tralci una certa direzione, assicurando alle piante una distribuzione omogenea della linfa, in direzione di tutti i germogli.

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